WeSabe fallisce, ma Mint viene venduta per 170 milioni

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La storia di WeSabe.com è quella di una startup che non è mai arrivata agli onori della cronaca. Strettamente legata alla storia di successo di un’altra azienda operante nello stesso settore, Mint.com, l’avventura di Wesabe racconta di un’azienda che non è mai riuscita veramente a decollare.

Tutto inizia a fine 2005, quando Marc Hedlund, insieme al suo compagno di college Jason Knight, futuro CEO dell’azienda fino al 2008, anno in cui esce dall’azienda per gravi problemi familiari, decide di lanciare un sito per supportare le persone nella gestione delle finanze personali, WeSabe.com. Già da qualche anno molte società avevano provato a sviluppare siti simili, ma senza grossi risultati. Non esisteva, infatti, un vero e proprio leader del settore.

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WeSabe sviluppò una logica molto web 2.0, utilizzando caratteristiche simili a quelle di siti come Flickr e del.icio.us, in particolare i tags. Essi permettevano un’interazione social tra gli utenti, una community che supportava la community, insomma. Analizzando i dati caricati dagli utenti, ad esempio, si poteva realizzare un apprendimento continuo partendo dagli errori finanziari degli users. Non un sistema statico, quindi, ma in continua evoluzione, proprio grazie ai contenuti generati dagli utilizzatori stessi del sito.

Nel settembre 2007 WeSabe vinse la prima conferenza di Techcrunch40, ma un concorrente molto forte iniziava a farsi strada proprio in quello stesso periodo, Mint.com. Alla fine nel 2009 quest’ultimo riuscì a farsi acquistare per 170 milioni di dollari da Intuit, di fatto segnando la fine di WeSabe, che chiuse il sito nell’estate dell’anno successivo.

Ma perché Mint ce l’ha fatta mentre WeSabe è fallito?

– WeSabe, pur se lanciato dieci mesi prima di Mint, non ha saputo capitalizzare fin da subito gli introiti e non ha cercato di accelerare la crescita, cosa fatta invece dal concorrente. Il team di Mint, inoltre, proprio perché partito con alcuni mesi di ritardo, ebbe il tempo di  capire i problemi e le difficoltà di WeSabe e gestirle così in anticipo;
– WeSabe iniziò a generare i primi ricavi soltanto nel 2008, un anno e mezzo prima della chiusura, ma non furono sufficienti a gestire l’azienda;
– Mint aveva un nome migliore e un design più usable. Pur non essendo questa la causa principale del fallimento, trattandosi di un tool per la gestione delle finanze personali, sicuramente la “facciata” era ed è particolarmente importante;
– WeSabe decise di non utilizzare alcuni software già esistenti per l’analisi dei dati, nel tentativo di creare una soluzione in-house, fallita per incapacità tecnica. Da notare che, al contrario, Mint utilizzava un sistema esterno;
– Mint creò e mantenne da subito una relazione attiva anche con venture capitalist e private equity, che si dimostrò vitale poi per trovare un acquirente alla ricerca di quella tecnologia.

Collegarsi oggi al sito di WeSabe è abbastanza triste, considerando il messaggio che si può leggere: WeSabe.com is no more.

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