Nouncer: poteva essere Twitter, invece è mancato il coraggio

Nouncer

Già, Nouncer ci racconta proprio questo: la storia di una start up in cui di certo non mancavano le idee, ma la voglia di provarci veramente.

Tutto nasce nel 2006, quando Eran Hammer decide di iniziare a lavorare su un servizio web di microblogging che sarebbe dovuto diventare un social network. L’idea era partita in modo curioso: l’azienda per cui lavorava Hammer aveva spostato il suo team da uno stabile in cui ogni dipendente aveva il suo ufficio, a uno in cui c’era un unico open space. Ciò, spiega il fondatore di Nouncer, aveva comportato un considerevole aumento di malumori tanto che “si producevano più pettegolezzi che codici C++”.

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H2Mob: ottimo social italiano semplicemente scomparso

h2mob

Nei miei articoli precedenti ho sempre e solo parlato di startup che con l’Italia avevano poco o nulla a che fare.

Tanti giornalisti e tanti addetti ai lavori mi hanno chiesto il motivo.

Beh, il fenomeno startup in Italia si può dire si sia realmente sviluppato solo negli ultimi 3-4 anni, con un boom negli ultimi 2: troppo pochi per capire se poi effettivamente una startup sia ormai alla frutta o abbia ancora speranza di farcela.

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836 Milioni di $ dopo Better Place è fallita (e il sogno dell’auto elettrica.. per il momento)

Better Place

A maggio di quest’anno ha chiuso definitivamente Better Place, una startup che ha fatto molto parlare di sé, anche e soprattutto grazie al suo fondatore, Shai Agassi. Non solo un imprenditore, ma un uomo con una visone ben precisa, carismatico e ricco di passione.

L’intero racconto della sua avventura, minuto per minuto, è stato già descritto in diversi articoli. Quello che più colpisce però, è il parere unanime sulle capacità di leadership di Agassi.

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Boompa, il social per gli appassionati di auto, morto per mancanza di cash

Boompa

“Ormai esistono social network su qualsiasi argomento. Se ce ne sono persino su cani e gatti, perché non ne dovrebbe esistere uno sulle macchine?”

L’idea di partenza di Dave Snider ed Ethan Lance non fa una piega. Per quale motivo, allora, Boompa.com, la loro web community dedicata ai fanatici di automobili, ha dovuto chiudere dopo pochi mesi di vita?

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Bella idea ma… non serve. Il caso EventVue e il mezzo milione di dollari bruciati

EventVue

“Eventvue è fallita perché rappresentava una vitamina e non un antidolorifico”

È con questa metafora che Josh Fraser, uno dei fondatori di Eventvue, descrive il fallimento della sua start up, nata nel maggio del 2007 e morta nel febbraio 2010. Il progetto era ambizioso: creare un social network stile Facebook, riservato solamente al mondo delle conferenze.

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Turntable.fm: giusto chiuderlo per spingere Turntable live?

turntable

10 settembre 2013, dal blog di TurntableWe love interacting and DJing with our community. Turntable is incredibly important to us (…). We aren’t trying to kill it, you are watching us fight for it.

22 novembre 2013, dal blog di Turntable: As much as we all love turntable.fm, we have decided to shut it down to fully concentrate on the Live experience.

Quando si dice la coerenza.

Per una volta non parlerò di una startup completamente fallita, ma di un progetto nato con un obiettivo e che si è ritrovato poi a focalizzarsi su un altro.

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YouCastr: senza passione non fate la vostra startup!

YouCastr

“Abbiamo dato vita a questa società perché volevamo entrare nel mondo imprenditoriale, ma non eravamo innamorati dell’idea e non eravamo mai stati core user del prodotto che vendevamo”. L’affermazione di Ariel Diaz, CEO di Youcastr, lascia poco spazio all’immaginazione. Vi pare strano che questa Startup sia morta? A me no.

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