I fallimenti dietro ai grandi successi di Carolina Kostner

Una delle cadute di Carolina Kostner alle Olimpiadi di Torino 2006

“Per anni ho scalato una montagna e ogni volta che mi sono avvicinata alla vetta, la stessa si allontanava. Però mentre ero in pista qui a Sochi per la seconda manche ero tranquilla: sapevo che stavo facendo gli ultimi passi per raggiungere la cima.

E ora che sono arrivata, fatemi godere il panorama”.

Una delle storie più belle che meglio rappresentano sia lo spirito olimpico sia il tema di questo blog è la storia di Carolina Kostner, la nostra bravissima pattinatrice, fresca vincitrice di una bellissima medaglia di bronzo alle Olimpiadi Invernali di Sochi.

Ma facciamo qualche passo indietro, per capire meglio il valore e i simboli dietro questa medaglia e questa atleta.

Nel 2005 una diciottenne Carolina impressiona la giuria durante i campionati del mondo a Mosca che le regalano un fantastico bronzo.

Nel 2006 le viene affidato il grandissimo onore di portare il Tricolore durante la Cerimonia Olimpica di Apertura dei Giochi di Torino 2006.

Una grandissima tensione, tante emozioni. Le Olimpiadi di casa, partendo da favoriti per una medaglia, malgrado la giovane età: 19 anni.

Olimpiadi Torino 2006

Olimpiadi Torino 2006

Arriva il giorno della gara. La preparazione è perfetta, la forma anche. Ma una caduta durante il suo programma non la porta oltre il nono posto. E le lacrime sono amare.

Pochi mesi dopo si infortuna ad una gamba e non riesce a continuare a gareggiare nelle competizioni internazionali.

Fine della carriera? Macché, solo l’inizio: nel 2007 arriva il primo Oro Europeo duranti i Campionati Europei a Varsavia: è la prima volta che un Italiana si issa sul gradino più alto del podio.

Nel 2008 diventa vice campionessa mondiale, con una bellissima medaglia d’argento a Goteborg, in Svezia, appena dietro la giapponese Mao Asada.

Il 2009 e il 2010 sono annate non positive, con performance sotto le aspettative ai mondiali e delle Olimpiadi realmente disastrose. Siamo a Vancouver e come sempre le tensioni su Carolina sono molte, come sono numerose le domande che si susseguono: riuscirà Carolina a prendersi la rivincita dopo il flop di Torino? E’ veramente una stella o solo una boutade? Carolina è già finita come atleta?

I dubbi e le tensioni sono tante e si proiettano sui risultati. Durante la gara cade 1,2,3,4,5,6. Sette volte. Si classifica sedicesima, con un punteggio che è il suo peggiore di sempre.

Carolina Kostner caduta olimpica

Proviamo ad immaginarci: doveva prendere una medaglia, considerando il veloce ricambio generazionale in questo sport. Ma ha fallito.

E cosa ha fatto?

Ha cercato di capire se aveva ancora le qualità per ripartire e, in silenzio, è ripartita.

Un bronzo mondiale  nel 2011 a Mosca e poi un’impresa.. mondiale. A Nizza, nel 2012, si laurea campionessa del mondo con un punteggio incredibile.

Malgrado lo scandalo che ha coinvolto il suo fidanzato, finito nelle piaghe del doping.

E poche settimane fa, malgrado l’enorme tensione emotiva,  arriva il 20 febbraio 2014: la data che consacra Carolina nell’Olimpo e nella Storia di questo sport. Un bronzo che luccica d’oro.

Quante volte bisogna ripartire quando si fallisce?

Ogni volta che si sa di avere le caratteristiche giuste per farlo. 1, 10, 100.

Non conta il numero. Spesso, quando ci sono le qualità, conta solo la forza di volontà, .

E’ la storia ad insegnarcelo. Sono le migliaia di imprenditori che hanno successo ad insegnarcelo.

Grazie Carolina, per quello che hai fatto, per il modo in cui l’hai fatto.

Carolina Kostner medaglia bronzo Olimpiadi Sochi 2014

3 Comments

  1. Splendido articolo: grande spunto di riflessione e sicuramente molto motivante.

    Per restare in tema di cadute e di sport ti riporto la mia citazione preferita (derivante dalla cultura giapponese e in particolare dal mondo del Judo) : “Fall 7 times, get up 8″… ovvero “abbi sempre la forza di rialzarti e ripartire dopo ogni caduta!”

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  2. Leggo sempre questo blog, ma questo articolo è molto particolare, diverso dagli altri.
    Bellissimo.
    Voglio solo dire: “grazie”.

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