Solyndra: l’epic fail della green energy a stelle e strisce

Solyndra Logo

“Solyndra aprirà la strada ad un futuro migliore e più prospero”

Questa era la dichiarazione di Barack Obama in visita al quartier generale di Solyndra il 26 maggio del 2010. Il presidente USA non sapeva ancora che, invece, era davanti ad uno dei più grandi epic fail della sua amministrazione, un caso che gli sarebbe potuto costare anche la rielezione.

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Bebo: da una valutazione di quasi 1 miliardo di $ al fallimento in solo 3 anni

Bebo - Social network inglese

Bebo deve il suo nome a quattro parole: Blog early, blog often… Ecco, diciamo pure che l’unica cosa che è successa “often” a questa startup è stata essere venduta e ricomprata! Sarà Il troppo frequente cambio di dirigenza o, ancora una volta, la mancanza di originalità, in ogni caso anche Bebo si è visto costretto a presentare istanza di fallimento secondo il Chapter 11. Cosa è mai successo a questo social network che solo qualche anno fa contava 40 milioni di utenti? Scopriamolo insieme.

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SpiralFrog: l’anti iTunes? Ma vah, 40 milioni di $ bruciati in 4 anni!

SpiralFrog

Rimango sempre impressionato e stupito quando leggo  degli enormi finanziamenti che certe aziende riescono a raccogliere.

In questa realtà oltre 40 milioni di dollari raccolti tra prestiti e finanziamenti. Tutti bruciati in soli quattro anni di vita. Da potenziale killer di itunes a vittima di una faida interna: così può essere sintetizzata la storia di SpiralFrog.

Questa startup, con sede a New York, venne lanciata da Joe Mohen nel mercato statunitense e canadese nel 2007 con un obiettivo: fornire un servizio di download di musica, legale e gratuito, supportato dalla pubblicità sotto forma di banner. Il suo utilizzo era soggetto a delle restrizioni; i brani scaricati, infatti, erano DRM-protected, potevano, cioè, essere ascoltati solamente sul pc dell’utente che aveva fatto il download, non erano riproducibili su nessun altro dispositivo e non si potevano masterizzare. Per continuare ad usufruire di SpiralFrog, si doveva visitare il sito e scaricare una canzone almeno una volta ogni 60 giorni. I brani, inoltre, erano disponibili “a tempo determinato” per un massimo di due mesi.

Frog

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Forse di Pinterest non sapevate che all’inizio…

Pintarest

Qualche giorno fa abbiamo parlato della bella storia di Instagram e delle prime 8 settimane di vita, tra alti e bassi. Una storia di perseveranza e coraggio.

Ma una storia che per quanto riguarda perseveranza e coraggio non è seconda a nessuno è sicuramente quella di Pinterest. Da qualche anno è diventata ormai prassi comune avere un account su questo social e pinnare le foto che ci piacciono (e per quanto mi riguarda, sognare posti lontani e mai visitati attraverso le immagini e i colori di chi quei posti li ha visitati, fotografati e condivisi).

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Instagram: quanti errori e sbagli prima di trovare la viralità e il successo

Instagram: la storia dell'inizio

Interessante grafico che mostra quante scelte non corrette sono state commessi dai fondatori di Instagram prima di riuscire a trovare gli ingredienti giusti per la viralità e il successo.

Ma tutto questo … in 8 settimane, con una capacità unica di capire gli errori e ripartire, a testa bassa. Enorme flessibilità.

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Editorially: modello di business sbagliato, ma l’idea c’era

Storia di un fallimento che poteva essere evitato

Avete presente la romantica immagine di uno scrittore, nascosto in una solitaria casa di campagna, che riempie di parole e di storie un foglio bianco seguendo il flusso dei suoi pensieri, alla ricerca di una sempre maggiore ispirazione?

Bene, dimenticatela! Mandy Brown creatrice e CEO di Editorially, partiva proprio dal presupposto contrario: scrivere è diventato un processo che prevede la collaborazione tra più persone, chi fa la bozza, chi la controlla, chi la modifica, chi la prepara per la pubblicazione. Per rendere più semplice la cooperazione tra queste diverse figure, Mandy, editor esperta nella pubblicazione di libri sul Web Design, aveva creato la sua startup il cui motto era “Editorially makes collaborative writing easy”.

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L’incapacità di innovarsi ha portato al fallimento di Blockbuster

Blockbuster

Chi di voi non ha mai noleggiato almeno un film da Blockbuster?

60 milioni di soci, punti vendita in 25 paesi, 4800 negozi solo negli Stati Uniti. I numeri sono esorbitanti, di quelli che fanno restare a bocca aperta, eppure nemmeno queste cifre incredibili hanno permesso a Blockbuster di salvarsi dal fallimento. Perché, se non si è in grado di evolversi per restare al passo con i tempi, anche i giganti possono cadere.

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